In cammino con Suawi e Lumo

Oltre la
prossima curva

Due paia di morbide zampe. Una bella dose di curiosità.

La mappa indica la strada. Quello che succede lungo il cammino, però, non c’è scritto.
01

Un amico per il cammino

Suawi aprì la mappa. Lumo sbirciò da sopra la sua spalla. «Se la teniamo al contrario, magari è più vicino», suggerì.

Suawi girò la mappa. Poi la rimise com’era.

«Adesso la cascata è in alto.»

«Allora meglio lasciar perdere.»

Un ponte, un portale e ancora tanto spazio per le scoperte.

Lumo era il suo amico: un lupo grigio di peluche dalle orecchie morbide, con un fazzoletto verde al collo. Proprio come Suawi, nella realtà era un peluche da abbracciare. In viaggio, ai due piaceva stare seduti vicino al finestrino, stretti l’uno all’altra, mentre fuori scorrevano luoghi sconosciuti. Ma nelle loro storie raramente si limitavano a guardare il panorama.

Quel giorno erano nel bel mezzo di un bosco. Si sentiva odore di muschio umido, da qualche parte scrosciava l’acqua e fra le foglie il sole illuminava il sentiero.

Sulla mappa era disegnato un portale.

«Vorrei trovarlo», disse Suawi.

Lumo sollevò la sua piccola lanterna. «Allora andiamo a vedere.»

Lumo porta la lanterna. Suawi ha la mappa.
02

Un’asse dopo l’altra

Oltre la curva successiva, il sentiero sulla terraferma finiva. Un ponte sospeso attraversava il ruscello che, sotto di loro, scendeva fra le rocce formando piccole cascate.

Suawi posò una zampa sulla prima asse. Il ponte si mosse un poco.

Ritirò la zampa.

«Ma lo sa che stiamo arrivando?»

Lumo controllò la corda e la tenne salda. «Adesso di sicuro.»

Aspettò che Suawi fosse pronta. Era questo che le piaceva di lui. Lumo non continuava a dire che era tutto facilissimo. Restava semplicemente lì.

Lei mise via la mappa, per avere una zampa libera con cui tenersi alla corda. Poi si avviarono. Un’asse, un’altra asse, una piccola pausa.

A una delle assi poco più avanti mancava un angolo esterno. I due si fermarono sull’asse intatta che la precedeva e guardarono con attenzione. «Allora meglio al centro», disse Suawi.

Certe cose, in viaggio, si scoprono solo guardando bene.

A metà del ponte, Suawi si fermò. In basso, l’acqua scintillava. Accanto al ponte, alcune felci crescevano da una fessura nella roccia.

«Da qui si vede molto di più», disse.

«Ecco perché camminavo così piano», rispose Lumo.

Suawi abbassò lo sguardo sulle sue zampe. Anche lui posava ogni zampa proprio al centro delle assi.

Sorrise e proseguì.

03

Il portale con la zampa

Sull’altra sponda, una scalinata portava a un antico portale di pietra. L’edera ricadeva sull’arco. In alto, una grande zampa era scolpita nella pietra.

Suawi alzò la propria zampa anteriore e la confrontò con quella scolpita.

«Qualcuno è già passato di qui prima di noi.»

«Qualcuno con delle zampe piuttosto grandi», osservò Lumo.

Accanto all’ingresso c’era un lupo di pietra. Lumo si fermò educatamente.

«Buongiorno.»

Il lupo rimase in silenzio.

«Fa la guardia al portale», sussurrò Suawi.

Lumo annuì. «Allora non disturbiamolo mentre lavora.»

Il guardiano non dice nulla. Lumo lo saluta lo stesso.

Passarono insieme sotto l’arco. Al di là c’era un piccolo cortile pieno d’erba e di fiori bianchi. Una panchina era al sole. Attraverso un’apertura nel muro potevano vedere il ponte che avevano appena attraversato.

Suawi tirò fuori la mappa. Lì, il cortile era soltanto un minuscolo quadratino.

«Si sono dimenticati della panchina.»

Lumo si tolse lo zaino. «Meno male che siamo venuti a controllare.»

04

Un posto sulla mappa

Seduti sulla panchina, divisero le loro provviste. Lumo posò la lanterna accanto a sé e Suawi distese bene la mappa sulle ginocchia.

Con una piccola matita disegnò una panchina accanto al portale. Sotto scrisse: «Bel posto per una pausa. Provato in due.»

Un bel posto merita un segno sulla mappa.

Per un po’ non dissero nulla. Ascoltarono l’acqua e il fruscio delle foglie. Lumo aveva un filo di muschio sul fazzoletto. Suawi lo tolse delicatamente.

Poi lui indicò lo stretto sentiero che, dietro al cortile, scompariva fra gli alberi.

«Chissà dove porta?»

Suawi guardò la mappa. Proprio lì finiva il foglio.

«Lo scopriremo un’altra volta.»

Per quel giorno avevano trovato il portale. Ora volevano tornare indietro finché sul ponte c’era ancora il sole. Suawi ripiegò la mappa, questa volta con un po’ più di cura.

«La prossima volta ne portiamo una più grande.»

Lumo si mise lo zaino in spalla. «E più provviste.»

Su questo furono subito d’accordo.

Al prossimo viaggio.